"Allargare i confini del mercato": uno dei sei obiettivi strategici di Vodafone che vede nell'espansione dei confini del mercato un'altra possibilità di crescita e di sviluppo. Le possibilità di ampliamento dei confini del Gruppo continueranno a essere valutate anche cogliendo le opportunità che possono derivare dal fenomeno del digital divide, proponendo soluzioni e servizi accessibili agli utenti socialmente ed economicamente svantaggiati e sviluppando tecnologie per i Paesi in Via di Sviluppo.
Il valore mondiale dei servizi di telecomunicazione, i cui ricavi ammontano a 907 miliardi di euro, ha registrato nell'ultimo anno un elevato tasso di crescita (+ 4,7%); per i prossimi anni il trend di crescita previsto è ancora positivo, anche se subirà un lieve assestamento.
Allo stesso tempo, il settore sta vivendo una fase di profonda trasformazione:
- il traffico vocale si sposta progressivamente da rete fissa a rete mobile;
- le componenti tradizionali della trasmissione dati fanno registrare una contrazione dei ricavi e lasciano sempre più spazio ai servizi a valore aggiunto e alla diffusione della banda larga.
I cambiamenti più significativi del settore costituiscono una risposta a tali tendenze.
Si assiste a una crescente diffusione di nuovi servizi integrati:
- la distinzione storica fra rete fissa e mobile diviene sempre più sfumata;
- la convergenza fisso-mobile coinvolge sia gestori integrati, sia gestori che operano in uno solo dei due mercati;
- l'offerta di contenuti audiovisivi in diversi servizi di telecomunicazione sta modificando lo scenario del settore, influendo sugli assetti societari e rendendo necessaria un'adeguata regolamentazione da parte delle autorità competenti.

In Europa la riduzione dei ricavi medi del settore voce, dovuta al processo
concorrenziale e alla conseguente riduzione dei prezzi, è compensata
dalla crescita dei ricavi nella componente dati, spinta dalla diffusione
dei servizi mobili di terza generazione in tecnologia UMTS.
In Italia la crescita dei servizi di telecomunicazione (+4,3%) ha subìto
un rallentamento rispetto all'anno precedente (+6,3%) ed è stata di poco inferiore
alla crescita mondiale del settore. Tuttavia, considerata la congiuntura economica
poco favorevole - l'incremento nominale del PIL lo scorso anno è stato del 2% -
le telecomunicazioni si confermano un settore trainante dell'economia nazionale.
Il dato è ancora più interessante perché accompagnato da una costante riduzione
dei prezzi della telefonia, diminuiti nell'ultimo anno dello 0,6%, a fronte di un tasso
di inflazione cresciuto dell'1,9%.
Considerata la sostanziale stabilità del segmento rete fissa (+0,4%), sono soprattutto
i ricavi derivanti dalla rete mobile a far registrare elevati tassi di crescita (+ 7,8%).
Il traffico voce su rete fissa registra una contrazione costante dei ricavi; il sempre
più diffuso ricorso a servizi voce su rete mobile ha portato a una crescita del 5,3%
dei ricavi del segmento (pari a 16,2 milioni di euro), nonostante la riduzione
dei prezzi al consumo generata da una forte concorrenza e dall'intervento
regolamentare dell'Autorità sulla riduzione delle tariffe massime di terminazione
delle chiamate verso le reti dei gestori mobili.
Come nel 2004, anche quest'anno i Servizi a Valore Aggiunto (VAS), tradizionali
(SMS e MMS) e innovativi (Internet, downloading e streaming) fanno registrare
l'incremento maggiore (+21,8%; 3,4 milioni di euro).

Nel nostro Paese continua a crescere il numero totale di SIM attivate, il tasso
di penetrazione superione al 100% conferma la presenza sul mercato di utenti
in possesso di doppie e triple SIM.
Di particolare interesse il dato sugli utenti UMTS: la crescita delle connessioni,
passate da 2,6 milioni nel 2004 a 9,9 milioni nel 2005, pone l'Italia in una posizione
d'avanguardia, primo Paese al mondo per la diffusione del servizio.
Il mercato delle telecomunicazioni mobili intanto si caratterizza per una sempre
maggiore deconcentrazione, il peso crescente dei nuovi gestori testimonia
la vivacità del processo concorrenziale.
Fonte: relazione annuale dell'AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), 2006.










