Programmi di ricerca sull'elettromagnetismo
Nel corso del 2006 Vodafone Italia ha continuato a monitorare le ricerche internazionali
sui potenziali effetti sulla salute causati dall'esposizione a campi elettromagnetici
a radio-frequenza (come quelli emessi dalle antenne e dai telefoni cellulari).
Tali ricerche sono in corso da oltre 70 anni e negli ultimi decenni, visto il rapido
sviluppo della telefonia mobile, si sono concentrate sulle frequenze e sui livelli
di esposizione tipici dei telefoni cellulari e delle stazioni radio base.
La posizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità rimane pressoché
inalterata rispetto all'anno precedente: l'OMS afferma sul proprio sito web
che tutte le revisioni della letteratura scientifica hanno confermato che l'esposizione
a campi elettromagnetici inferiori ai limiti di esposizione definiti dall'ICNIRP
(International Commission on Non Ionizing Radiation Protection) non produce
alcun effetto negativo accertato sulla salute umana, anche se esistono
lacune nelle conoscenze scientifiche che devono essere colmate con ulteriori
ricerche (www.who.int/peh-emf/research).
I limiti ICNIRP definiti nel 1998, recepiti da una Raccomandazione Europea del 1999,
sono a oggi presi come riferimento dalla comunità scientifica internazionale:
essi proteggono da tutti gli effetti accertati sulla salute umana, introducendo fattori
di sicurezza fino a 50 volte inferiori rispetto ai livelli di esposizione associati
ai primi effetti sulla salute (www.icnirp.de).
Tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006, l'Organizzazione Mondiale della Sanità
ha pubblicato due importanti documenti che rappresentano le prime conclusioni
delle ricerche scientifiche condotte nell'ambito del suo "International EMF Project",
avviato nel 1996: i documenti riguardano la cosiddetta "ipersensibilità
ai campi elettromagnetici" e i potenziali effetti delle stazioni radio base.
- "Ipersensibilità ai campi elettromagnetici" è il termine usato comunemente
per indicare i problemi di salute segnalati da alcuni individui (tipicamente sintomi
non specifici, quali prurito, affaticamento, stanchezza, nausea, palpitazione
cardiaca e disturbi della digestione), che essi stessi attribuiscono ai campi
elettromagnetici. In una pubblicazione del dicembre 2005, l'OMS riporta:
"La maggior parte degli studi indica che gli individui ipersensibili non sanno riconoscere l'esposizione a campi elettromagnetici meglio di quelli non ipersensibili. Studi ben controllati [...] hanno mostrato che i sintomi non erano correlati all'esposizione a campi elettromagnetici. [...] Non esistono criteri diagnostici chiari per l'ipersensibilità ai campi elettromagnetici e non esiste alcuna base scientifica per associare i sintomi all'esposizione".
(Organizzazione Mondiale della Sanità, Promemoria n. 296, "Campi elettromagnetici e salute pubblica: ipersensibilità ai campi elettromagnetici", dicembre 2005, www.who.int/entity/pehemf/publications/facts/ehs_fs_296_italian(2).pdf) - In un secondo documento, pubblicato nel maggio 2006, l'OMS ha aggiornato
la propria posizione sulle stazioni radio base per telefonia mobile e per gli altri
sistemi di comunicazione mobile:
"Negli ultimi 15 anni sono stati pubblicati vari studi che esaminavano una possibile relazione tra trasmettitori a radiofrequenza e cancro. Questi non hanno fornito alcuna evidenza che l'esposizione ai campi generati dai trasmettitori aumenti il rischio di cancro. Così pure gli studi a lungo termine su animali non hanno accertato aumenti nel rischio di cancro dovuti all'esposizione a campi a radio frequenza, nemmeno a livelli molto più alti di quelli prodotti dalle stazioni radio base e dalle reti wireless".
"Considerati i livelli di esposizione molto bassi e i dati accumulati fino ad oggi, non c'è nessuna evidenza scientifica che i deboli segnali a cui i cittadini sono esposti da parte delle stazioni radio base e delle reti wireless possano provocare effetti negativi per la salute".
"Anche se non si prevedono effetti sulla salute dovuti alle stazioni radio base e alle reti wireless, l'OMS promuove ancora ricerche, per stabilire se vi siano conseguenze per la salute da parte delle esposizioni, più alte, dovute ai telefoni mobili".
(Organizzazione Mondiale della Sanità, Promemoria n. 304, "Campi elettromagnetici e salute pubblica: stazioni radio base e tecnologie senza fili (wireless)", maggio 2006, www.who.int/pehemf/publications/facts/bs_fs_304_italian.pdf)
Nel corso del 2005, inoltre, si sono conclusi alcuni tra i principali progetti
internazionali di ricerca sui campi elettromagnetici, alcuni di questi finanziati
anche dal consorzio Elettra 2000, che ne ha presentato i risultati (in linea
con le conclusioni dell'OMS) nel corso di un convegno nell'ottobre 2005
(http://www.elettra2000.it/scienza/venezia2005.htm).
Le ricerche scientifiche, dunque, continuano con l'obiettivo di colmare tutte le lacune
nelle conoscenze, in particolare per quanto riguarda l'uso del telefono cellulare:
entro la fine del 2006 è attesa la pubblicazione dello studio epidemiologico Interphone,
che analizzerà in modo combinato i dati raccolti in 13 Paesi per evidenziare
un eventuale legame tra uso del telefono cellulare e alcune patologie tumorali
della testa e del collo.
A livello di Gruppo, Vodafone continuerà a monitorare la ricerca scientifica
e a verificare, tramite la GSM Association, il finanziamento di quei progetti
di ricerca che rientrino tra le priorità indicate dall'Organizzazione Mondiale
della Sanità. Le policy di Vodafone non prevedono il finanziamento diretto
di specifiche ricerche scientifiche, proprio per garantire la massima indipendenza
del mondo della ricerca da quello dell'industria. Nei casi in cui Vodafone supporta
la ricerca scientifica, tramite la GSM Association o altri consorzi, finanzia solo progetti
che sono già stati approvati e riconosciuti da commissioni scientifiche internazionali;
in ogni caso Vodafone non è coinvolta nella gestione operativa di tali ricerche
o nelle scelte dei singoli ricercatori.
Antenne e telefono
Tutte le Stazioni Radio Base e i prodotti Vodafone (telefoni cellulari, palmari, data card,
ecc.) rispettano i limiti internazionali stabiliti dall'ICNIRP, citati in precedenza.
Per quanto riguarda l'esposizione della popolazione ai campi emessi dalle Stazioni Radio
Base, Vodafone Italia progetta e opera i propri impianti nel rispetto della normativa
italiana (Legge Quadro n. 36 del 2001 e DPCM dell'8/7/2003), che prescrive limiti
fino a 100 volte inferiori rispetto a quelli internazionali.
Il rispetto di tali limiti è garantito tramite una valutazione specifica dell'impatto
elettromagnetico di ogni Stazione Radio Base, che viene effettuata in fase di progetto:
tale valutazione viene poi inviata alle autorità locali e alle Agenzie Regionali
di Protezione nell'Ambiente, nell'ambito del procedimento autorizzativo relativo
a ogni nuovo impianto o alla modifica degli impianti esistenti.
A tutela della salvaguardia della salute e della sicurezza dei dipendenti che operano
in prossimità delle antenne trasmittenti, esistono procedure specifiche relative alla
gestione dell'esposizione professionale a campi elettromagnetici.
Nel corso del 2006 l'Azienda ha ulteriormente aggiornato le procedure introducendo
alcuni strumenti detti personal monitor: si tratta di misuratori lunghi pochi centimetri,
che possono essere indossati dai dipendenti e che registrano con continuità il campo
elettromagnetico ambientale emettendo un allarme sonoro se la persona è esposta
a campi elettromagnetici la cui intensità si avvicina ai limiti fissati dalle normative.
I telefoni cellulari e i prodotti offerti da Vodafone vengono immessi sul mercato
solo dopo aver esaminato la documentazione tecnica fornita dalle manifatturiere
sulla base della quale viene verificato, tramite misurazioni effettuate in laboratorio,
il rispetto dei limiti ICNIRP.
Per i telefoni cellulari questi limiti sono espressi in termini di SAR (Specific Absorption
Rate), il tasso che misura la potenza assorbita dal corpo sotto forma di calore:
il limite fissato dall'ICNIRP è di 2 W/kg. Le misure sono eseguite secondo
gli standard definiti dall'Unione Europea, (per l'uso vicino alla testa e all'orecchio)
e dalla Federal Communications Commission americana (per l'uso a contatto
con il corpo, per esempio quando si tiene il telefono in tasca).
I telefoni venduti da Vodafone sono caratterizzati da valori
massimi di SAR compresi tra 0,24 e 1,05 W/kg, quando vengono utilizzati vicino
all'orecchio. Questi valori si riferiscono al "caso peggiore" testato in laboratorio,
in cui il telefono trasmette alla massima potenza: in realtà, le reti di telefonia mobile
implementano meccanismi automatici che riducono drasticamente (anche
di diversi ordini di grandezza) la potenza emessa dal telefono quando c'è un buon
collegamento radio con la stazione radio base. Per questo motivo, il confronto
dei valori di SAR risultanti dai test di diversi telefoni non fornisce necessariamente
indicazioni su quali modelli producano una minore esposizione nell'uso quotidiano:
i valori di SAR di tutti i telefoni Vodafone sono riportati all'interno del manuale
di istruzioni, o sui siti web delle manifatturiere o del Mobile Manifacturers Forum,
associazione che riunisce le principali manifatturiere del settore
(www.mmfai.org/public/sar.cfm).
Per rispondere alle domande più frequenti sulla telefonia mobile e sull'utilizzo
dei cellulari in relazione alla salute e all'ambiente, è possibile consultare
la brochure "Domande e risposte sulla telefonia mobile" sul sito di Vodafone Italia,
nell'area dedicata alla Responsabilità d'Impresa: www.vodafone.it.
L'impatto della rete sul territorio
Insieme al Gruppo, Vodafone Italia ha partecipato alla definizione, stesura e approvazione
delle Linee Guida e di una Policy sul "Responsible Network Deployment".
La Policy ha definito standard globali di attenzione per lo sviluppo della rete
definendo alcuni princípi generali di condotta, applicabili a tutti i Paesi facenti parte
del Gruppo, se pur con margini di flessibilità nel rispetto delle diversità culturali,
geografiche, legislative che caratterizzano ciascun Paese.
Le linee guida sul Responsible Network Deployment, attualmente in fase
di progressiva adozione, indicano le modalità operative e suggeriscono gli indicatori
qualitativi e quantitativi da adottare per monitorare e controllare l'impatto
che la costruzione della rete ha sul territorio rispetto ai temi trattati nella Policy:
aspetti legali, ambientali quali i consumi energetici, la gestione dei rifiuti,
i possibili disturbi acustici, l'impatto visivo delle antenne, le emissioni in atmosfera,
la pianificazione e selezione dei siti, la salute e la sicurezza ecc., definendo
corretti processi di comunicazione e consultazione con i cittadini
e i rappresentanti locali.
La tabella mostra il numero progressivo delle stazioni radio base GSM e UMTS
installate negli ultimi anni. Vodafone Italia predilige, quando possibile, l'installazione
delle antenne su strutture già esistenti.











